Gran Loggia del Mediterraneo


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Solstizio d'Inverno 2018 - Mediterraneo: le lezioni del passato

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GRAN LOGGIA DEL MEDITERRANEO


La Gran Loggia del Mediterraneo ha celebrato la ricorrenza del Solstizio d’Inverno 2018 E:. V:. in un Convento allo Zenit del Mediterraneo, unitamente al Supremo Consiglio dell’Ancient Accepted Scottish Rite for the Mediterranean - Rosae Crucis Ordo, Mediterranean Jurisdiction, al Corpo Massonico Rituale, ai Gran Maestri e ai Maestri Venerabili del Grand Orient of the Mediterranean, della International Mediterranean Grand Lodge e della Gran Loggia di Sicilia.
A conclusione dei lavori rituali il Gran Maestro della Gran Loggia del Mediterraneo Gaetano Consalvo ha presentato la sua Balaustra di fine Anno dal titolo “Mediterraneo: le lezioni del passato”.


Balaustra del Solstizio d'Inverno 2018 E:. V:.

Mediterraneo: le lezioni del passato



Per potere riprendere un cammino costruttivo, bisogna guardare al passato, alle “lezioni” che il passato ha lasciato a quanti si sono sentiti cittadini di quest’area della Terra. Il punto d’incontro era e può tornare ad essere il Mediterraneo, un mare dove in secoli ormai dimenticati i processi politici e commerciali si sono sviluppati nel rispetto delle diversità, e i popoli riuscivano a trovare reciproche convergenze e reciproci arricchimenti culturali.
Lo storico e scrittore francese Fernand Paul Achille Braudel, nei primi anni del secolo scorso, scriveva:
Cos’è il Mediterraneo? E’ mille cose insieme. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà ma una serie di civiltà accentrate le une sulle altre. Viaggiare ne Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia, ai Fenici in Italia.. Significa immergersi nelle profondità dei secoli, fino alle costruzioni megalitiche di Malta o alle piramidi d’Egitto. Tutto questo perché il Mediterraneo è un crocevia imprescindibile.
Le “lezioni del passato” ai giorni nostri vengono ignorate in quanto è venuto a mancare tutto ciò che univa, e sono prevalsi gli interessi di parte, gli interessi di chi vuol dominare, imponendo usi e costumi alieni alle antiche civiltà.
La Conferenza di Barcellona del 1955 aveva indicato la via da seguire:
Il Mediterraneo deve essere posto nelle condizioni di diventare un patrimonio senza frontiere, capace di mettere in evidenza beni culturali e ambientali, e nello stesso tempo di valorizzare le differenze culturali, religiose e sociali. L’integrazione intesa, quindi, non come abuso ma come imposizione ma a come patrimonio culturale da condividere e come politica di riqualificazione per stimolare la crescita. In poco più di due decenni sono state cancellate le “linee-guida” sancite a Barcellona, allora accettate da quasi tutti i Paesi euro mediterranei. I Paesi dell’area del Mediterraneo si sono trasformati in campi di battaglia dove le Identità si annullano e prevalgono gli integralismi (pseudo) religiosi. Non c’è Primavera nel mondo Mediterraneo, soltanto oscurità all’interno della quale non c’è equilibrio.
In questo Solstizio d’Inverno è fievole, ma non spenta,
la fiamma eterna della speranza: le tenebre che offuscano la Luce possono essere diradate, ma bisogna ritrovare la propria Ragion d‘essere. Il tempo divora sé stesso e rigenera il futuro: occorre rinvigorire la fiamma della speranza, occorre ritornare sui propri passi, occorre riscoprire il passato con consapevolezza.
E’ vero: nei tentativi d’incontro tra Mondo occidentale e Mondo Orientale, la Massoneria nella sua dimensione internazionale non ha saputo o voluto assumere il ruolo che le competeva: troppo chiusa entro i propri confini territoriali, ha dimenticato la sua Universalità, non si è fatta carico di quella ricerca del Bene per l’Umanità, che è uno dei principi fondamentali della sua esistenza istituzionale. A 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo voluta dall’Onu, la pace deve essere uno dei punti da tenere sempre all’attenzione. Una pace che deve tradursi in concreti gesti di riconciliazione. Il raggiungimento della pace deve essere l’obiettivo comune che deve animare tutti gli Uomini di buona volontà che vogliono costruire un mondo più giusto e solidale. L’area del Mediterraneo costituisce oggi uno snodo di vitale importanza per l’affermazione di politiche di pacifica convivenza tra i popoli, proprio nella sua specificità di cerniera tra diversità che attualmente si sono trasformati in conflitti ma possono diventare un
ponte nuovo verso un futuro migliore.
Ricordiamo che il Mediterraneo ha visto fiorire nei secoli sulle sue sponde un’autentica stratificazione di civiltà che, senza alcuna forzatura interpretativa, può oggi essere assunta come presupposto di larga parte della complessiva identità del mondo contemporaneo. Oggi la storia può tornare ad essere alleata del Mediterraneo. Oggi si può rilanciare un processo di pace auspicato da tanti, ma voluto da pochi. Nel Mediterraneo, mare di pace, la Massoneria può assumersi quel ruolo che Federico II, con grande dignità, fece suo. Ancora una volta toccherà al Massone tracciare la linea tra il bianco e il nero, per ridare all’Umanità ciò che le è stato tolto. Un ruolo che la Gran Loggia del Mediterraneo ha assunto da tempo per seguire la via di un progresso che si basi sul rispetto della Dignità umana.

IL GRAN MAESTRO
GAETANO CONSALVO


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